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Il miglior setup per le comunicazioni (senza svenarsi)

C’è qualcosa di magico nel silenzio del volo libero. Il fruscio del vento nelle linee, il beep del variometro che segnala l’ascendenza… e poi c’è la voce gracchiante del tuo compagno di volo che ti chiede: “Ma tu l’hai agganciata quella termica?”.

Scherzi a parte, la radio è uno strumento che spesso diamo per scontato, ma che gioca un ruolo cruciale nella nostra vita da piloti. Oggi voglio parlarti di come ottimizzare le comunicazioni in volo, analizzando le frequenze giuste e, soprattutto, perché dovresti assolutamente passare a un sistema senza fili.

Se ti interessa solo la lista acquisti vai in fondo.

A cosa serve davvero la radio?

Non tutti i voli richiedono una comunicazione costante, ma capiamo quando è indispensabile:

  1. Durante i Corsi (Fondamentale): Se sei un allievo, la radio è il tuo cordone ombelicale con l’istruttore. È lo strumento che ti guida nell’avvicinamento, ti corregge la postura e ti salva da situazioni potenzialmente pericolose. Senza radio, non c’è scuola.
  2. Volo di Gruppo (Molto Utile): Se voli con amici o fai Cross Country (XC), la radio cambia le regole del gioco. Permette di scambiarsi informazioni sulle condizioni meteo, segnalare termiche attive (“Qui sale a +3!”), o semplicemente coordinare l’atterraggio e il recupero.
  3. Volo in Solitaria (Opzionale): Se ami l’Hike & Fly solitario o il volo locale serale in totale relax, la radio potrebbe non essere fondamentale. Tuttavia, tenerla accesa sulla frequenza di emergenza (o del club locale) è sempre una buona norma di sicurezza, anche se non hai intenzione di parlare.

PMR, LPD o Bibanda? Facciamo chiarezza

Quando si sceglie l’apparato, ci si imbatte in una giungla di sigle. Ecco cosa devi sapere:

  • PMR446 (Personal Mobile Radio): È lo standard europeo per eccellenza. Sono radio di libero uso, operano su 8 (o 16) canali principali e hanno una potenza sufficiente per coprire buone distanze in aria libera (linea di vista). È la scelta numero uno per la maggior parte dei piloti ricreativi.
  • LPD (Low Power Device): Una vecchia gloria. Hanno 69 canali ma una potenza di trasmissione molto inferiore rispetto alle PMR. Si usano ancora per evitare il traffico delle frequenze PMR, ma stanno diventando meno comuni.
  • Radio Radioamatoriali (VHF/UHF – Bibanda): Qui entriamo nel territorio delle famose “Baofeng” o simili. Sono radio potenti, programmabili e permettono di ascoltare frequenze molto ampie. Possono coprire la banda della PMR446 e della LPD e connettersi ai ponti radioamatoriali. Attenzione però: per trasmettere legalmente con queste radio è necessaria la Patente da Radioamatore. Tra l’altro, sempre a rigor di legge, con la patente da radioamatore si può comunicare solo con radioamatori. Però offrono prestazioni superiori, sono de facto lo standard, ma richiedono responsabilità e conoscenza delle normative (insomma, anche se usata fuori legge c’è modo e modo di utilizzarla, per esempio non andando a disturbare comunicazioni di soccorso, delle forze dell’ordine e del traffico aereo).

Basta fili: Il Santo Graal del Setup Bluetooth

Siamo onesti: volare con il cavetto che esce dalla radio, passa sotto la giacca, si incastra nella spallina dell’imbrago e finisce nel casco è scomodo. Quante volte ti è capitato di girare la testa per controllare il traffico e sentirti “tirare” dal cavo? O peggio, strappare il connettore durante un decollo concitato?

Il futuro (e il presente) è Wireless.

Perché passare al Bluetooth?

Un setup senza fili non è solo una questione estetica, è una questione di ergonomia e sicurezza passiva:

  1. Libertà di Movimento: Puoi girare la testa, piegarti e muoverti nell’imbrago senza restrizioni.
  2. Setup Pulito: Niente cavi che rischiano di impigliarsi nelle bretelle o nelle maniglie dell’emergenza.
  3. Gestione Semplice: Puoi tenere la radio nello zaino posteriore dell’imbrago (dove prende meglio) e gestire tutto dai comandi remoti.
  4. PTT ad anello: il push to talk può essere montato come un semplice anello che permette, sempre via bluetooth di attivarlo alla bisogna senza stare a cercarlo e senza attivazioni involontarie che vanno ad occupare il canale di comunicazione.

Il Setup Ideale (con link)

Ecco la configurazione che consiglio per il massimo comfort:

  1. La Radio con Bluetooth: Esistono modelli (come alcune Midland o CRT) che nascono già con il Bluetooth integrato. Se hai una radio classica (tipo Kenwood o Baofeng), puoi acquistare un Dongle Bluetooth esterno che si attacca alla presa accessori.
  2. L’Auricolare da Casco: Dimentica gli auricolari del telefono. Ti serve un sistema apposito e specifico per il volo, con altoparlanti piatti da inserire nelle orecchie del casco e un microfono con spugna antivento.
  3. Il PTT (Push-To-Talk) da Dito: Questo è il vero “game changer”. Invece di staccare la mano dai freni per premere il bottone sulla spalla o sulla radio, installi un piccolo bottone Bluetooth direttamente sul tuo dito indice (o sulle bretelle).
    • Risultato: Premi col pollice, parli, e le tue mani non lasciano mai i comandi di volo.

Lista acquisti (on budget)

Una possibile soluzione è il seguente headset della Radtel. Permette di convertire qualsiasi radio con attacco Kenwood (quindi chiaramente le Kenwood, le Baofeng, le Radtel, Retevis e tutti i cloni della Baofeng) e PMR446 compatibili. Tutte le componenti sono ricaricabile tramite porta micro-usb.

Se non avete una radio dual band potete tranquillamente abbinarla ad una Baofeng UV-5R. Oppure ad una radio PMR446, dove potrete comprare la coppia e dividervi la spesa.

Headset Bluetooth PTT
Headset Bluetooth PTT (60€)
https://amzn.to/3ZVJ56e

Se il budget invece non è un problema

Se avete più budget potete prendere una radio che integra direttamente il Bluetooth, sempre rimanendo su produttori cinesi come l’AnyTone D878UVII che supporta anche il sistema digitale DMR, anche se in questo ambito non vi risulterà particolarmente utile dato che non è molto utilizzato.

AnyTone D878UVII
AnyTone D878UVII
https://amzn.to/4r0YGwj

Chiaramente il budget si alza e bisogna associarla ad un headset bluetooth. Non ho inserito radio top di gamma, come Yaesu, Icom, Motorola o Kenwood perché a questo punto la spesa facilmente lievita a cifre astronomiche e, in tutta sincerità, per una radio che strapazzeremo in volo non ne vale la pena.

Conclusione

Investire in un buon sistema di comunicazione rende il volo più sicuro e più divertente. Se voli spesso in compagnia, fai il salto di qualità: elimina i cavi, prendi un buon kit Bluetooth e goditi la libertà di condividere le tue emozioni in volo senza l’intralcio dei fili.

Ci sentiamo in frequenza!

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